approfondimento

 

 

a cura delle ortottiste del Centro Regionale di Ipovisione

dell.U.O. oculistica dell'Ospedale Bufalini di Cesena

 

COSA SIGNIFICA IPOVISIONE? COSA SIGNIFICA CECITA'?


L’IPOVISIONE è una grave compromissione della capacità visiva, bilaterale e irreversibile,

che limita l’autonomia della persona.

Le malattie che causano ipovisione sono molte, alcune già presenti alla nascita, altre che si

manifestano precocemente in età infantile, altre ancora in età adulta o nell’anzianità.

Alcune sono su base genetica o metabolica; altre causate da traumi, tumori o esiti di

interventi chirurgici oculari o cerebrali; altre ancora sono malattie proprie dell’occhio e

delle sue strutture. L’ipovisione o meglio le ipovisioni sono a titolo descrittivo raggruppate

in tre grandi famiglie.

 

IPOVISIONE CENTRALE

Quando la malattia colpisce il centro del campo visivo, la persona ha una ipovisione

centrale.

Non mi è più possibile vedere i dettagli, una macchia scura o chiara, di diversa forma e

consistenza, è sempre presente di fronte a me e mi impedisce di guardare direttamente

ciò che mi interessa. La macchia non se ne va mai via, posso solo imparare a spostarla di

lato, oppure in alto o in basso. I dettagli sono sfumati, sono sempre troppo piccoli, i colori

sono sbiaditi, la luce intensa mi abbaglia…

In questi soggetti risulta alterata la visione centrale, quella che permette la percezione dei

dettagli ad alta risoluzione e dei colori. La visione periferica, che consente la percezione

dello spazio circostante, è conservata, lasciando pressoché intatta la capacità di muoversi

nell’ambiente. La periferia retinica non permette la visione dei dettagli, la visione della

persona affetta da ipovisione di origine centrale è sempre sfuocata con una macchia al

centro. Sono estremamente difficoltose o impossibili attività quotidiane come leggere,

scrivere, controllare la posta, fare la spesa, guidare la macchina, guardare la televisione,

riconoscere le scatole dei farmaci, guardare l’ora, vedere i numeri del telefono, riconoscere

il denaro e così via.

La riabilitazione consiste nel cercare di compensare la perdita della visione centrale con

sistemi ingrandenti e nuove strategie di esplorazione visiva.

Le malattie che compromettono la visione centrale sono molte, le più frequenti sono la

degenerazione maculare legata all’età e le maculopatie ereditarie.


IPOVISIONE PERIFERICA

Se la patologia danneggia il campo visivo periferico siamo in presenza di ipovisione

periferica. L’acuità visiva può restare normale ma la persona vede solo dritto davanti a

sè.

Le cose compaiono improvvisamente di fronte a me, devo continuamente spostare il buco

della serratura che è il mio campo visivo per non inciampare o non sbattere contro i pali o

le persone; ogni cosa, in casa, deve sempre essere nello stesso posto, altrimenti non la

trovo oppure ci prendo contro. La luce mi abbaglia, devo sempre usare occhiali protettivi,

ma non è mai abbastanza…

Queste persone hanno grandi difficoltà di orientamento e deambulazione, non potendo

riconoscere gli ostacoli, il bordo del marciapiede, le scale, se non con l’aiuto del bastone

bianco, del cane guida o di un accompagnatore vedente. Un altro problema è la difficoltà

di adattamento alla luce e al buio tra ambienti a diversa luminosità, parzialmente

attenuata dalle lenti filtranti.

La riabilitazione consiste nel raggiungimento di una migliore autonomia in ambienti esterni

(bastone bianco, accompagnatore vedente, tecniche di attraversamento stradale,

orientamento) e al migliore utilizzo del residuo visivo centrale.

Le principali malattie che possono compromettere la periferia del campo visivo sono la

retinite pigmentosa, il glaucoma, le patologie delle vie nervose visive.

 

IPOVISIONE MISTA

Alcune malattie portano a una situazione di ipovisione mista: sono compromesse sia la

visione centrale sia la visione periferica, con scarsa acuità visiva e campo visivo

danneggiato.

Vedo ma non vedo, ombre colorate, più o meno indistinte, occupano lo spazio, quando

leggo, devo ingrandire le parole per distinguerle ma non troppo, altrimenti non le vedo…

riconosco le persone dalla loro sagoma, ogni tanto scompaiono per poi tornare da un’altra

parte…

Le malattie principali che compromettono sia la visione centrale sia la visione periferica

sono la retinopatia diabetica, la miopia patologica, il glaucoma nelle sue fasi tardive, il

distacco della retina.

 

CECITÀ

La cecità consiste in una percezione visiva ridottissima o assenza di visione.

Non vedo buio, ma non vedo luce. Non è mai giorno e non è mai notte. È come un velo

senza colore…

Può essere congenita, può derivare da gravi affezioni dell'apparato visivo oppure da un

trauma, può essere l’esito di malattie che progressivamente interessano tutto il campo

visivo, compromettendo anche l’acuità visiva.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, il non-vedente non “vede” buio: è

avvolto, al contrario, da una nebbia perenne, che non scompare mai.

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